# Consensi granulari

> Perché newsletter, marketing e profilazione richiedono consensi separati e mai pre-spuntati, e come strutturare correttamente un form di iscrizione.

<!-- Fonte: https://sitoanorma.it/docs/form-consensi/consensi-granulari -->
<!-- Aggiornato: 2026-08-15 -->

Uno degli errori più comuni è raccogliere **un unico consenso "calderone"** per finalità diverse. Il GDPR richiede invece consensi **granulari**: una finalità, un consenso.

## Cosa dice la norma

Il consenso (art. 7 GDPR, considerando 32 e 43) deve essere:

- **specifico** per ciascuna finalità: se le finalità sono distinte, servono scelte separate;
- **libero**: non si può subordinare un servizio a un consenso non necessario per erogarlo (art. 7, par. 4);
- **inequivocabile**: manifestato con un atto positivo. Una casella pre-spuntata non è consenso (considerando 32);
- **revocabile** con la stessa facilità con cui è stato dato (art. 7, par. 3).

## Finalità da tenere separate

| Finalità | Cosa comprende |
|----------|----------------|
| Newsletter informativa | Comunicazioni sul servizio o contenuti richiesti |
| Marketing | Offerte, promozioni, comunicazioni commerciali |
| Profilazione | Analisi del comportamento per personalizzare contenuti o offerte |
| Comunicazione a terze parti | Cessione o condivisione dei dati con soggetti terzi |

> Newsletter ≠ marketing ≠ profilazione. Accorparli in un'unica casella rende il consenso invalido per tutte e tre.

La profilazione merita attenzione in più: se produce effetti significativi sull'utente, entra nell'ambito dell'art. 22 GDPR e richiede valutazioni ulteriori.

## Esempio: iscrizione newsletter

```html
<form method="post" action="/iscrizione">
  <label for="email">Email</label>
  <input id="email" name="email" type="email" required autocomplete="email" />

  <fieldset>
    <legend>A cosa vuoi iscriverti</legend>

    <label>
      <input type="checkbox" name="consenso_newsletter" value="1" />
      Newsletter con i nostri contenuti
    </label>

    <label>
      <input type="checkbox" name="consenso_marketing" value="1" />
      Offerte e promozioni commerciali
    </label>

    <label>
      <input type="checkbox" name="consenso_profilazione" value="1" />
      Personalizzazione dei contenuti in base ai miei interessi
    </label>
  </fieldset>

  <p>
    Puoi revocare ogni consenso in qualsiasi momento.
    Leggi l'<a href="/privacy">informativa privacy</a>.
  </p>

  <button type="submit">Iscriviti</button>
</form>
```

Da notare:

- il `<fieldset>` con `<legend>` raggruppa semanticamente le scelte correlate (utile per gli screen reader);
- nessuna casella è `checked`;
- nessuna casella è `required`: sono tutte facoltative per definizione;
- nessuna checkbox per l'informativa privacy: vedi [form e consensi GDPR](/docs/form-consensi/regole-gdpr).

## Il consenso deve essere libero

Un caso concreto che ricorre spesso: un e-commerce che, per completare la registrazione, obbliga ad accettare il marketing.

È una violazione dell'art. 7, par. 4: il marketing non è necessario per erogare il servizio, quindi il consenso non è libero e non è valido. Il servizio principale deve funzionare anche senza.

Vale anche al contrario: offrire uno sconto in cambio del consenso è generalmente ammesso, purché il servizio resti disponibile anche a chi rifiuta.

## Revoca

La revoca deve essere **facile quanto l'iscrizione** (art. 7, par. 3):

- link di disiscrizione in ogni email;
- oppure un pannello nell'area riservata con gli stessi interruttori del form iniziale.

Non è ammesso obbligare a scrivere un'email o a telefonare per revocare un consenso raccolto con un click.

## Cosa verificare

- [ ] Ogni finalità ha la sua casella.
- [ ] Nessuna casella pre-spuntata.
- [ ] I consensi facoltativi non bloccano l'invio del form.
- [ ] Esiste un canale di revoca semplice quanto l'iscrizione.
- [ ] Il consenso raccolto è registrato con data, finalità e versione dell'informativa.
