# Diritto di recesso

> Il diritto di recesso del consumatore negli e-commerce B2C: i 14 giorni, la decorrenza, le eccezioni e cosa succede se non informi correttamente.

<!-- Fonte: https://sitoanorma.it/docs/pagine-legali/recesso -->
<!-- Aggiornato: 2026-08-15 -->

Nelle vendite a distanza al consumatore (B2C), il cliente ha diritto di **recedere entro 14 giorni** senza dover fornire motivazioni e senza penalità.

## Cosa dice la norma

Il Codice del Consumo (artt. 52 e seguenti, D.Lgs. 206/2005) prevede un periodo di ripensamento di **14 giorni**.

## La decorrenza: il dettaglio che si sbaglia

Il termine non decorre sempre dalla consegna. Dipende dal tipo di contratto:

| Caso | Decorrenza dei 14 giorni |
|------|--------------------------|
| Bene singolo | Dalla **consegna** al consumatore |
| Ordine con **più beni** consegnati separatamente | Dalla consegna dell'**ultimo** bene |
| Bene composto da **più lotti o pezzi** | Dalla consegna dell'**ultimo** lotto |
| Consegne periodiche (abbonamento) | Dalla consegna del **primo** bene |
| Servizi | Dalla **conclusione del contratto** |

Il caso degli ordini multipli è il più frequente negli e-commerce reali ed è quello che genera più contestazioni: se un ordine si spedisce in tre pacchi, il termine parte dall'ultimo.

## Le eccezioni

Il recesso non si applica, tra l'altro (art. 59), a:

- beni **confezionati su misura** o chiaramente personalizzati;
- beni che rischiano di **deteriorarsi** rapidamente;
- beni **sigillati** non restituibili per motivi igienici, se aperti dopo la consegna;
- registrazioni audio/video o software **sigillati**, se aperti;
- **contenuti digitali** non su supporto materiale, se l'esecuzione è iniziata con l'accordo espresso del consumatore e con la sua accettazione della perdita del diritto di recesso;
- giornali e periodici (salvo abbonamenti);
- beni che dopo la consegna risultano **inseparabilmente mescolati** con altri.

L'elenco applicabile al proprio catalogo va verificato con un legale: alcune eccezioni hanno presupposti stringenti.

## L'obbligo informativo e la sanzione

Il venditore deve informare il consumatore del diritto di recesso **prima** che sia vincolato dall'ordine, e fornire il **modulo tipo** (Allegato I, parte B).

> **Attenzione.** Se non lo fa correttamente, il termine per recedere si **estende di 12 mesi** (art. 53). Un ordine su cui non hai informato correttamente resta quindi annullabile per oltre un anno: l'informativa corretta è soprattutto nell'interesse del venditore.

## Spese di restituzione

Salvo che il venditore abbia accettato di sostenerle, le spese dirette di restituzione sono a carico del consumatore, **ma solo se ne è stato informato prima**. In caso contrario restano a carico del venditore.

Il rimborso deve avvenire entro **14 giorni** dalla comunicazione del recesso, con lo stesso mezzo di pagamento usato dal consumatore, salvo diverso accordo.

## Come richiamarlo al checkout

> **Attenzione.** Non usare una checkbox obbligatoria "ho preso visione del recesso". Il diritto di recesso è **inderogabile**: non c'è nulla da accettare e il consumatore non può rinunciarvi spuntando una casella. L'obbligo del venditore è *informare*, e si assolve con un'informazione chiara e un link raggiungibile.

```html
<p>
  Hai diritto di recedere entro 14 giorni dalla consegna, senza
  doverne indicare il motivo:
  <a href="/recesso">come esercitare il recesso</a>.
</p>
```

L'unica casella obbligatoria legittima al checkout è quella di accettazione dei [termini di vendita](/docs/pagine-legali/termini-vendita), che sono clausole contrattuali.

## Cosa deve contenere la pagina

- termini e **decorrenza** dei 14 giorni, con i casi particolari;
- come esercitare il recesso, con il **modulo tipo** scaricabile o riprodotto;
- a chi competono le spese di restituzione;
- tempi e modalità del rimborso;
- l'elenco delle **eccezioni** applicabili al catalogo.
