Il D.Lgs. 24/2023 impone alle organizzazioni di una certa dimensione di attivare un canale di segnalazione degli illeciti (whistleblowing), che protegga l’identità di chi segnala.
Chi è obbligato
Sono tenuti a istituire il canale interno i soggetti del settore privato che hanno impiegato, nell’ultimo anno, una media di almeno 50 lavoratori subordinati (a tempo determinato o indeterminato).
La soglia si calcola sulla media dell’anno, non sull’organico di un giorno preciso: un’azienda stagionale può superarla senza accorgersene.
Sono inoltre obbligati, a prescindere dalla soglia, i soggetti che operano in settori specifici (servizi finanziari, antiriciclaggio, sicurezza dei trasporti, tutela dell’ambiente) e quelli che adottano modelli organizzativi ex D.Lgs. 231/2001.
Cosa serve sul sito
Un punto di accesso al canale di segnalazione, con informazioni chiare su come segnalare, sulle tutele previste per il segnalante e sui canali esterni (ANAC) attivabili nei casi previsti.
Il canale deve garantire la riservatezza dell’identità del segnalante, delle persone coinvolte e del contenuto della segnalazione. Tecnicamente questo comporta cifratura, accessi limitati e tracciamento sicuro: nella pratica si usa una piattaforma dedicata, non un indirizzo email ordinario.
Il profilo privacy
La gestione delle segnalazioni è un trattamento di dati personali, spesso di categorie particolari. Richiede base giuridica, informativa dedicata, tempi di conservazione definiti e, di norma, una valutazione d’impatto.
Approfondimento: whistleblowing.