Questo sito è una demo a scopo dimostrativo: contenuti, dati aziendali e servizi non sono reali.
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Privacy Policy

Quando serve l'informativa privacy, cosa deve contenere ai sensi dell'art. 13 GDPR e dove va collegata nel sito.

L’informativa privacy è la pagina legale più trasversale: serve ogni volta che il sito raccoglie un dato personale, anche solo un indirizzo email da un form o un indirizzo IP tramite un servizio di terze parti.

Cosa dice la norma

L’art. 13 del Reg. UE 2016/679 (GDPR) impone di informare l’interessato prima del trattamento. L’informativa deve indicare:

  • identità e contatti del titolare (ed eventuale rappresentante nell’UE);
  • contatti del DPO, se nominato;
  • finalità di ciascun trattamento e relativa base giuridica;
  • se la base è l’interesse legittimo, qual è tale interesse;
  • eventuali destinatari o categorie di destinatari;
  • eventuali trasferimenti extra-UE e le garanzie adottate (Capo V);
  • periodo di conservazione o i criteri per determinarlo;
  • diritti dell’interessato (artt. 15–22) e diritto di reclamo al Garante;
  • se il conferimento è obbligatorio o facoltativo, e le conseguenze del rifiuto;
  • esistenza di eventuali decisioni automatizzate, inclusa la profilazione.

Requisiti di forma

L’art. 12 richiede che l’informativa sia in forma concisa, trasparente, intelligibile e facilmente accessibile, con linguaggio semplice.

Ne discendono conseguenze tecniche concrete:

  • deve essere leggibile: non testo grigio chiaro a 10px, non un PDF scaricabile come unica forma;
  • deve essere accessibile secondo le WCAG, come il resto del sito;
  • deve essere raggiungibile senza ostacoli, non dietro un login;
  • una struttura con titoli e sommario aiuta l’intelligibilità, e non è solo estetica.

Errori frequenti

  • Informativa copiata da un altro sito, che descrive trattamenti inesistenti (o omette quelli reali). È il caso più comune e il più rischioso: dichiara il falso.
  • Elenco dei destinatari generico (“potremmo condividere i dati con partner selezionati”) senza indicare le categorie.
  • Periodo di conservazione assente o indicato come “per il tempo necessario”, senza criteri.
  • Base giuridica sbagliata: consenso dove serve il contratto, o viceversa. Vedi form e consensi.
  • Informativa non aggiornata dopo l’introduzione di un nuovo servizio (un chatbot, un pixel, un CRM).

Dove va collegata

L’informativa deve essere raggiungibile dal footer globale e linkata in ogni punto di raccolta dati: form di contatto, newsletter, registrazione, checkout. Vedi informative e link nei form.

Attenzione. Non serve una checkbox “accetto l’informativa”: l’informativa si fornisce, non si fa accettare. È l’errore più diffuso in assoluto: vedi form e consensi GDPR.

Versionamento

Conviene indicare in fondo la data di ultimo aggiornamento e conservare le versioni precedenti. Se raccogli consensi, devi poter dimostrare quale versione dell’informativa era vigente quando un utente ha acconsentito (accountability).

Cosa verificare

  • L’informativa descrive i trattamenti reali del sito, non un modello generico.
  • Ogni finalità ha una base giuridica indicata.
  • Sono indicati i destinatari, i tempi di conservazione e i diritti.
  • È raggiungibile dal footer e da ogni form.
  • È leggibile, accessibile e non è un PDF.
  • Riporta una data di aggiornamento.

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