Dichiarazione di accessibilità
Quando serve la dichiarazione di accessibilità, cosa deve contenere (stato di conformità, contenuti non accessibili, canale di feedback) e chi è tenuto a pubblicarla.
I soggetti tenuti agli obblighi di accessibilità devono pubblicare una dichiarazione di accessibilità: un documento che dichiara il livello di conformità del sito e offre un canale per le segnalazioni.
Chi è obbligato
L’obbligo deriva dall’European Accessibility Act (Dir. UE 2019/882, recepita con il D.Lgs. 82/2022) per i settori in ambito, e dalla L. 4/2004 (“legge Stanca”) per i soggetti pubblici e quelli a essi equiparati.
Verifica l’ambito soggettivo prima di tutto: settore, ruolo (servizi o prodotti) e soglie dimensionali. Vedi chi è obbligato dall’EAA.
Due regimi da non confondere
È un punto che genera errori, perché i due regimi hanno modelli e procedure diversi:
| Soggetti pubblici e equiparati | Privati in ambito EAA | |
|---|---|---|
| Fonte | L. 4/2004, Dir. UE 2016/2102 | D.Lgs. 82/2022, Dir. UE 2019/882 |
| Modello | Modello AgID, generato dall’apposita piattaforma | Nessun modello unico obbligatorio |
| Reclami | Difensore civico per il digitale | Segnalazione al fornitore, vigilanza AgID |
| Aggiornamento | Annuale | Al variare del servizio |
Attenzione. Un’impresa privata non deve usare il modello AgID né rimandare al difensore civico per il digitale: sono strumenti previsti per il settore pubblico. Copiare la dichiarazione di un ente pubblico è l’errore più comune, e produce un documento che indica all’utente una tutela che in quel contesto non gli spetta.
Cosa deve contenere
- stato di conformità: conforme, parzialmente conforme o non conforme rispetto alle WCAG 2.1 AA (EN 301 549);
- elenco dei contenuti non accessibili, con la motivazione (incompatibilità tecnica, onere sproporzionato documentato, contenuti fuori ambito);
- canale di feedback per segnalare problemi, con un recapito funzionante;
- tempi di risposta alle segnalazioni;
- data della dichiarazione e metodo di valutazione adottato (autovalutazione o audit di terzi).
Sullo stato di conformità
Dichiararsi “conforme” è un’affermazione impegnativa: significa che tutti i criteri WCAG 2.1 AA sono soddisfatti su tutto il sito. Nella pratica pochissimi siti lo sono davvero.
“Parzialmente conforme”, con l’elenco onesto di ciò che non lo è e un piano di intervento, è quasi sempre più accurato e più difendibile di un “conforme” non verificato. Una dichiarazione di conformità smentita da un controllo è peggio di una dichiarazione prudente.
Conviene inoltre indicare come è stata condotta la valutazione: un’autovalutazione con strumenti automatici non ha lo stesso peso di un audit manuale documentato.
Il canale di feedback deve funzionare
Non è una formalità: è il meccanismo con cui gli utenti possono far valere il proprio diritto. Un indirizzo email che nessuno legge rende la dichiarazione non veritiera. Va indicato un recapito presidiato e un tempo di risposta realistico.
Cosa verificare
- Lo stato dichiarato corrisponde a una valutazione realmente effettuata.
- I contenuti non accessibili noti sono elencati, non taciuti.
- Il canale di feedback esiste ed è presidiato.
- La dichiarazione è raggiungibile dal footer.
- Non usa il modello e le procedure del settore pubblico se il soggetto è privato.
- Riporta una data e viene aggiornata quando il sito cambia.